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ANTIGONELLACITTA

ANTIGONELLACITTA è un attraversamento in cinque tappe a cura di Archivio Zeta pensato in collaborazione con la Biblioteca Italiana delle Donne e l’Associazione Orlando, per riflettere sulla figura di Antigone e le sue declinazioni contemporanee attraversando filosofia, politica, teatro, cinema, musica, arti visive e poesia.

Il Chiostro di Santa Cristina con la meravigliosa luce del tramonto diverrà il luogo di letture, ascolti, parole e racconti grazie alle/ai numerose/i ospiti che hanno accettato di partecipare.

Tutto questo accade perché nel 2018 Archivio Zeta compie 15 anni di creazione artistica al Cimitero Militare Germanico Futa Pass dove, dal 7 luglio al 19 agosto 2018, va in scena con Antigone di Sofocle. Sono già attive le prenotazioni online per il debutto e le repliche. Info > www.archviozeta.eu 

ANTIGONELLACITTA fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

CALENDARIO

📖 2 luglio ANTIGONE NELLA CITTÀ
dialogo con Raffaella Lamberti, Paola Mattioli, Federica Muzzarelli
Filosofia e fotografia in relazione alle lotte politiche e culturali del femminismo.
Un dialogo filosofico sulle lotte politiche e culturali del femminismo a partire dalla riflessione di Raffaella Lamberti su corpo politico, costituzione di uno spazio pubblico e confronto paritario. L’ampio sguardo di Federica Muzzarelli sull’opera della fotografa Paola Mattioli, una delle protagoniste del femminismo che ancora oggi si esprime nella Libreria delle donne di Milano, ci aiuta a mettere in relazione il corpo e l’azione di queste due importanti femministe.

📖 9 luglio È CHE IL POTERE È MALEDETTO E PER QUESTO IO SONO ANARCHICA
dialogo con Anna Maria Farabbi sulla sua opera poetica e su Louise Michel
Poesia e ostinazione nelle parole e nelle azioni di due donne disubbidienti.
Anna Maria Farabbi, poeta, oltre a leggere alcune sue poesie, ci fa conoscere una donna straordinaria, Louise Michel, che ha spaccato la storia, testimoniando interità tra pensiero e azione, coerenza, tenacia, affiancandosi sempre al proprio fare rivoluzionario in ogni angolo della società. L’opera antologica, a cui Anna Maria Farabbi ha lavorato circa due anni, spiga in un titolo fosforescente, tratto proprio dalle parole di Louise Michel. Inoltre durante la serata saranno esposte e narrate le opere frutto delle esperienze lavorate e condivise dagli ospiti di una comunità con grave handicap psichico e tossicodipendenza, con cui Anna Maria Farabbi ha intessuto due anni di poesia.

Questo incontro apre la meraviglia e suscita a chi riceve altrettanta esperienza e consacra il canto.

Louise Michel (Vroncourt-la-Côte – Haute-Marne, 1830 / Marsiglia, 1905). Dentro la radiografia della sua acrobatica vita, lampeggiano occhielli fosforescenti  tra la sua scrittura e la sua opera in fatti e scelte, dentro cui i fili della politica si intrecciano con quelli di una po/etica intuitiva, coerente, geniale, irriverente, disubbidiente, scardinanti canoni e retoriche del potere. La sua anarchia femminista ha seminato impronte  indelebili, che irradiano luce ancora oggi, nutrendo e orientando le terre fradice della nostra decadenza.
Racconterò perché ho scelto di entrare nella pancia di questa balena anarchica femminista navigante, abitarvi e, dopo gli oceani, tornare a terra per offrire a modo mio  la sua opera.
Nel mio battito cardiaco canto. Cercando il ritmo tra le cellule minerali vegetali animali di un vocabolario organico.  Per questo, oltre gli schizzi del mio inchiostro lasciato qua e là tra le pagine, vivo l’energia primitiva del canto condividendola anche con sordi, ciechi, anoressici, ospiti di comunità psichiatriche, di ospizi, di carceri in fine pena mai. La danza è attorno al fulcro di un fuoco, di un sacro poco, in cui non esistono primi né ultimi, troni autoreferenziali, applausi. Solo l’esperienza del pane e del baratto.  Nella mia disubbidienza congiuntiva, sono una femmina nomade, contadina di montagna, madonnara.
Anna Maria Farabbi

 📖 16 luglio ANTIGONE DELLE CITTÀ
dialogo con Bruno Tognolini, Marco Baliani, Maria Maglietta e Massimo Marino
Rito civile e teatrale per la Strage di Bologna che nel 1991 coinvolse tutta la città.

Il racconto di un importante progetto di teatro collettivo, realizzato con il sostegno del sindaco Renzo Imbeni il 1 agosto 1991 e legato alla sentenza del Processo di Appello in cui furono assolti i mandanti della Strage di Bologna. Ricostruiremo la storia di quella “cerimonia civica e teatrale” e il senso profondo di un’azione necessaria, leggendo poemi scritti per l’occasione: materiali letterari forniti dalle/dai cento attrici/attori e dai cinque drammaturghi e scritture originali di Franco Fortini. Chiamiamo a raccolta tutti coloro che hanno aiutato o partecipato e i cittadini spettatori che fecero parte di quel rito, perché vengano e ricordino con noi.

Avete visto che intreccio di fili si va rivelando? Nessuna sorpresa: quando si muovono le storie profonde questo accade.

E la vicenda della ragazza Antigone, che da millenni gira il mondo per denunciare “l’insepoltura del corpo del fratello” non ha mai avuto riposo. Sembra svanire, di tanto in tanto, travolta da altre vicende in apparenza più urlanti e urgenti al nostro tempo, ma è apparenza: la pietas ribelle per i fratelli male morti non ha mai avuto ragione di estinguersi. La ragazza Antigone pareva scomparsa: era solo impegnata in reami lontani. Ecco che torna.
Bruno Tognolini

📖 23 luglio THE ARROW OF TIME – OMAGGIO A ANGELA RICCI LUCCHI
dialogo con Rinaldo Censi
, Eva Fabbris, Giovanna Silva
I fotogrammi dissepolti e i taccuini di Gianikian- Ricci Lucchi, cineasti sperimentali.
Un modo per ricordare, a pochi mesi dalla scomparsa, una protagonista fuori dall’ordinario del cinema e delle arti visive. Grande talento sperimentale, Angela Ricci Lucchi ha realizzato in coppia con Yervant Gianikian una serie di opere cinematografiche originalissime, lacerti di archivio, resti e rovine di un tempo remoto. Rinaldo Censi ne parlerà con Eva Fabbris, curatrice del libro sui taccuini russi, finora inediti, dei due film-maker dal titolo The Arrow of Time – Notes from a Russian Journey 1989 – 1990, e con Giovanna Silva, direttore editoriale di Humbodt Books, che ha editato il volume. Il libro contiene la versione fac-simile di diari di Angela, durante il viaggio in Russia. Ci sono le sue annotazioni, i suoi disegni, gli acquerelli, l’effervescenza dei colori, minuscole caricature, asterischi, nomi puntati: una meraviglia dentro cui perdersi.

Abbiamo cominciato entrambi come operatori visivi. Io ho studiato con Kokoschka a Salisburgo e nel 1972 ho fatto una mostra a Ferrara, presentata da Renato Barilli. Ero già molto interessata all’uso dei media e ho iniziato una specie di “inchiesta” che consisteva nel porre a tutti una serie di domande essenziali: che cos’è la rosa per te? L’ho chiesto tra gli altri a Zavattini, che mi mandò una bellissima lettera. E l’ho chiesto anche a Yervant che avevo appena conosciuto. Lui aveva già fatto degli 8 mm. Insieme abbiamo girato, a quattro mani, un film sui “pilastrini”, cioè sui piccoli altari dedicati alla Madonna disseminati nella campagna romagnola. E da lì tutto è cominciato.
Angela Ricci Lucchi

📖 30 luglio ANNA FRANK AD ALTA VOCE
una lettura di Daria Deflorian a cura di Lorenzo Pavolini
Un viaggio sonoro nella scrittura come forma estrema di resistenza.Per la prima volta, dopo la lettura integrale fatta nel 2017 per il programma di Radiotre Ad alta voce, Daria Deflorian legge in pubblico frammenti del Diario in dialogo con Lorenzo Pavolini, che di quello straordinario viaggio sonoro è stato curatore e regista. Affidiamo ad Anna Frank, con la sua ostinata capacità di osservare il mondo e la sua scrittura come forma estrema di resistenza, il compito di evocare la nostra ultima Antigonellacitta.


Progetto a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni – Archvio Zeta in collaborazione con Simona Brighetti – Biblioteca Italiana delle Donne.
organizzazione Martina Bubba, assistenza tecnica Andrea Sangiovanni


In collaborazione con Centro delle Donne Città di Bologna/Biblioteca Italiana delle Donne/ Associazione Orlando, Libreria delle Donne di Bologna
e con Dipartimento delle Arti, Fondazione Federico Zeri – Università di Bologna


ANTIGONELLACITTA
dialoghi, affluenti, immagini, costellazioni, libri, attraversamenti
dal 2 al 30 luglio 2018 – tutti i lunedì dalle 19:15
Chiostro di Santa Cristina – Biblioteca italiana delle Donne
ingresso libero, fino a esaurimento posti
info bibliotecadelledonne@women.it | 051 4299 411
www.archiviozeta.eu | www.bibliotecadelledonne.it

www.bolognaestate.it – #BolognaEstate #BEhere
In caso di pioggia gli incontri si terranno nell’Aula Magna del Complesso di Santa Cristina


Note biografiche

Raffaella Lamberti
Per diversi anni insegna storia e filosofia. A partire dagli anni Settanta si appassiona al femminismo e con un gruppo di autocoscienza intellettuale dà vita al primo nucleo di quella che diventerà l’Associazione Orlando. All’inizio degli anni ‘80 nasce il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne di Bologna che ancora oggi rappresenta una delle più significative esperienze del movimento delle donne italiano e tra le più importanti in Europa. A metà degli anni Novanta progetta la Scuola di politica Hannah Arendt e dall’anno accademico 2005/2006 cura il corso transdisciplinare “Etica e politica nella prospettiva degli studi di genere” in collaborazione con l’Università di Bologna.

Paola Mattioli
Vive e lavora a Milano dove ha studiato filosofia e si è laureata con una tesi sul linguaggio fotografico. Fin dagli anni ’70 esplora ambiti teorici e politici che vanno dall’interrogazione sul vedere al linguaggio, alla differenza femminile, dal lavoro operaio ai sedimenti della storia. Tra le mostre e le pubblicazioni principali: Immagini del no (1974); Ci vediamo mercoledì (1978); Cellophane (1979); Statuine (1987); Donne irritanti (1995); Regine d’Africa (2004); Una sottile distanza (2008); Mémoires d’Afrique (2013); Settantavoltesette (2018).

Federica Muzzarelli
Professore associato presso l’Università di Bologna, dove insegna Fotografia e Cultura Visuale. Dirige la collana scientifica “Culture, moda e società”. Le sue ricerche sono legate allo studio del fotografico, in particolare si è interessata ai processi di automatismo identitario e al rapporto tra donne e fotografia.
Tra le sue pubblicazioni: Il corpo e l’azione. Donne e fotografia tra otto e novecento (Atlante 2007); Moderne icone di moda. La costruzione fotografica del mito (Einaudi 2013); La mimesi fotografica come ridefinizione identitaria. Anne Brigman e l’immersione panica nel mondo (“L’Uomo Nero”, 2017); Women Photographers and Female Identities: Annemarie Schwarzenbach, New Dandy and Lesbian Chic Icon (“Visual Resources”, 2018).

Marco Baliani
Attore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione che segna la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali creando spettacoli-evento per molti attori, come Come gocce di una fiumana (premio IDI per la regia), o Antigone delle città, spettacolo di impegno civile sulla strage di Bologna del 2 agosto, o ancora dirigendo progetti come I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea. Nel 2016 è regista e autore, con Lella Costa, dello spettacolo Human, mentre l’anno successivo ha diretto e riadattato il testo dei Sette contro Tebe andato in scena al Teatro Greco di Siracusa.

Maria Maglietta
Attrice, drammaturga e regista teatrale. Nel 1975 insieme a Marco Baliani fonda a Roma la compagnia Ruotalibera. Compagna di Marco Baliani, ha seguito i primi passi del teatro di narrazione in Italia curando la regia di Kohlhaas, Corpo di stato, Lo stranieroTra il 2003 e il 2012 partecipa con altri artisti a Acting from the Street, progetto teatrale per i ragazzi di strada di Nairobi, promosso da Marco Baliani e Amref. Il lavoro di quegli anni ha portato nel 2004 alla creazione dello spettacolo Pinocchio nero, seguito da L’Amore buono e da La casa nel cielo, spettacolo itinerante in alcuni villaggi della Rift Valley keniana.  Nel 2015 Maria Maglietta ha diretto Marco Baliani nello spettacolo Trincea, vincendo, l’anno successivo il Premio Enriquez per la Regia.

Bruno Tognolini
Nato a Cagliari, vive un po’ a Bologna, un po’ a Lecce, e un po’ in viaggio in mille incontri coi lettori. Dopo il DAMS e un decennio di teatro negli anni ‘80 (opere con Vacis, Paolini, Baliani), è ormai da trent’anni per amore e mestiere scrittore “per bambini e per i loro grandi”. Ha scritto poesie e romanzi (50 titoli con editori nazionali), programmi televisivi (4 anni di Albero Azzurro e 12 di Melevisione), testi teatrali, saggi, videogame (Nirvana X-rom, dal film di Salvatores), canzoni e altre varie felici narrazioni.

Massimo Marino
Guarda molto teatro, di oggi e del passato. Ne scrive, su vecchi giornali di carta e sul web. E pure nei libri. Insegna, cioè prova a praticare la difficile arte di crescere anime, di coltivare ombre. Gusta i ritmi delle frasi, gli interstizi di silenzio tra le parole, i corpi che danzano le slogature interiori o che provano a raccontare con immaginazione sbrigliata e chirurgica la realtà e i suoi altrove. Ama i fiori, anche quando sono ancora rami secchi o appena gemme, le onde, i promontori, le donne, le cime, i precipizi, gli orizzonti in cui gli alberi illustrano i palazzi.

Rinaldo Censi
Si occupa di cinema. Collabora a “Alfabeta2”, a “Il Manifesto”, ad alcune riviste di cinema (Cineforum, Filmcritica, Fata Morgana), sempre più sporadicamente. Ha partecipato a numerosi volumi collettivi e ha scritto un libro: Formule di pathos. Genealogia della diva nel cinema muto italiano (Cattedrale, 2008). Ha curato per la Cineteca di Bologna l’edizione dvd delle Histoire(s) du cinéma di Jean-Luc Godard. Programma rassegne cinematografiche (con spirito warburghiano), quando glielo permettono: per esempio sul found footage o sui rapporti tra Giorgio Morandi e il cinema.

Eva Fabbris
Curatrice e storica dell’arte. Nel febbraio 2016 è entrata a far parte del Dipartimento di Ricerca della Fondazione Prada di Milano. Nel 2015 ha co-curato con Cristiano Raimondi al Nouveau Musée National de Monaco una retrospettiva di Fausto Melotti e due progetti di Alessandro Pessoli e di Paul Sietsema. Ha un Dottorato in Studi Umanistici.

Giovanna Silva
Vive e lavora a Milano. Dal 2005 al 2007 ha collaborato con la rivista «Domus» mentre dal settembre 2007 al settembre 2011 è stata photoeditor della rivista «Abitare». Ha fotografato Renzo Piano e Zaha Hadid per «Abitare». Ha pubblicato Desertions, (A+M bookstore, 2009); Orantes (Quodlibet); Narratives/Relazioni: Baghdad, Green Zone, Red Zone, Babylon (2012); Syria: a Travel Guide to Disappereance (2015); Afghanistan 0Rh- (2017); Mousse Publishing e Good Boy (2016) e Walk Like an Egyptian (2017, Motto Publishing). Ha partecipato alla 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con il progetto Nightswimming, Discotheques in Italy from the 1960s until now. Insegna documentazione fotografica alla Naba di Milano e al master di fotografia dello Iuav di Venezia. Ha fondato la rivista San Rocco e la casa editrice Humboldt Books.

Daria Deflorian.
Attrice, autrice e regista di spettacoli teatrali. Dopo essere stata finalista nel 2011 ha vinto il premio Ubu 2012 come miglior attrice per L’origine del mondo di Lucia Calamaro e per Reality, lo spettacolo scritto e interpretato con Antonio Tagliarini. Nel 2013 le è stato assegnato il Premio Hystrio. Come attrice ha lavorato tra gli altri con Stephan Braunscweig, Massimiliano Civica, Lotte Van Den Berg (Olanda), Lucia Calamaro, Fabrizio Arcuri, Mario Martone, Martha Clarke (New York Theatre Workshop. Dal 2008  condivide i progetti con Antonio Tagliarini: Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch (2008); from a to d and back again (2009); czeczy/cose (2011); Reality (2012); Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013), Premio Ubu come miglior novità drammaturgica 2014 e premio come miglior spettacolo straniero in Quebec/Canada nel 2015; il site specific Il posto (2014); la performance all’aperto Quando non so cosa fare cosa faccio (2015); Il cielo non è un fondale (2016).

Lorenzo Pavolini
È vicedirettore di Nuovi Argomenti. Ha pubblicato i romanzi Senza rivoluzione (Giunti 1997, premio Grinzane Cavour esordiente), Essere pronto (peQuod, 2005), Accanto alla tigre (Fandango, 2010, finalista Premio Strega, vincitore del Premio Mondello e del Biografilm Books Award), Tre fratelli magri (Fandango 2012), Si sente in fondo? Avventure dell’ascolto (Ediesse, 2013). Ha curato tra l’altro Italville-New Italian Writing, antologia di giovani scrittori italiani (Exile Edition, 2005) e l’edizione integrale delle Interviste impossibili (Donzelli 2006). Per la regia del documentario sonoro Ninnananna di Natale, musica e storie dall’Orchestra di Piazza Vittorio ha vinto il Prix URTI 2003. Dal 1998 collabora con Radio3 Rai, ideando e producendo cicli di radiodrammi e audio documentari e le trasmissioni Zazà, Tre soldi, Wikiradio, Pantheon e Ad alta voce.